Facciate di Galleria Borghese

Il casino nobile di Villa Borghese, custode della rinomata galleria museale, si compone di un corpo centrale affiancato da due ali laterali unite da un portico coperto da terrazza. La struttura, che sembra abbracciare planimetricamente il contesto naturale in cui si inserisce, è pertanto scandita nell’involucro esterno da quattro facciate differentemente articolate.
La facciata principale si compone di due corpi laterali su due piani rimarcati agli angoli da cantonali bugnati, che inquadrano un corpo centrale caratterizzato da una loggia a cinque
arcate, sormontata da un’ampia terrazza. Le cinque arcate sono scandite da paraste doriche sormontate da una trabeazione avente canonicamente triglifo in asse con le paraste e la metopa quadrangolare in chiave.

I caratteri dell’architettura barocca vengono rimarcati nel registro inferiore dallo scalone a doppia rampa, ornato da due grandi cornucopie ed un’anfora; nel registro superiore tali caratteri sono evidenziati dalla presenza di nicchie per statue e busti, nonché dai pronunciati frontoni semicircolari spezzati delle tre porte di accesso alla terrazza. Infine, la ricerca di simmetria si accentua con la presenza dello stemma centrale nel piano tra loggiato e terrazza.

I torrini nascosti in facciata, sono invece ben visibili dal retro, a sormontare la facciata posteriore. La facciata posteriore non presenta avancorpi, pertanto sviluppa la sua ritmica tramite un sistema di finestre su tre livelli (piano terra, piano mezzanino e piano nobile), con nicchie analoghe a quelle della facciata, tuttavia sprovviste di elementi scultorei.

Le due facciate laterali, sviluppate in pianta con profilo ad “L” proprio perché nate per accogliere idealmente i giardini segreti laterali, riprendono i motivi della facciata retrostante.

Ortogonalmente a queste facciate, a testimonianza dei lunghi muri perimetrali collegati ai lati del palazzo che originariamente limitavano i giardini, restano due brevi muretti residuali laterali, culminanti con dei piccoli obelischi.

Il lavoro che ha condotto alla definizione del progetto di Restauro è stato sviluppato seguendo una metodologia precisa, caratterizzata principalmente da tre fasi operative:

I. fase di analisi:
– ricerca storica di tipo bibliografico, volta allo studio architettonico dell’edificio e ad una più approfondita conoscenza delle vicende storiche e costruttive ad esso legate;
– campagna fotografica di indagine e di supporto all’interpretazione visiva delle patologie e dell’entità delle stesse;
– indagini diagnostiche stratigrafiche;

II. fase di sintesi:
– rilievo topografico, inteso come completa descrizione grafica dell’architettura nelle sue caratteristiche membrature principali e secondarie;
– individuazione dei materiali e degli elementi costituenti l’organismo architettonico nell’atto di cogliere le logiche di rispondenza materica e stilistica;
– analisi del degrado per individuare gli stati di alterazione della materia originaria.

III. fase progettuale:
– proposta di un piano di interventi di restauro e risanamento conservativo.

Luogo:
Galleria Borghese, Roma
Committente:
Ministero dei beni e delle attività culturali
Tipologia di incarico:
Progettazione esecutiva, Coordinamento della sicurezza in fase di progettazione (Arch. Tommaso Ferracuti)
Data:
2020
Collaboratori:
Greta Faraone, Tommaso Ferracuti, Margeaux Fiorillo
Date:
Categoria: